{"id":79,"date":"2002-09-04T14:55:11","date_gmt":"2002-09-04T13:55:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dan.sperber.fr\/?p=79"},"modified":"2018-04-24T20:08:28","modified_gmt":"2018-04-24T19:08:28","slug":"il-futuro-della-scrittura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.dan.sperber.fr\/?p=79","title":{"rendered":"Dan Sperber (2002) <b>Il futuro della scrittura<\/b>. Convegno virtuale <a href=\"http:\/\/www.text-e.org\/\"><i>&#8220;text-e&#8221;<\/i><\/a>"},"content":{"rendered":"<p style=\"padding-left: 60px;\">Contributo al convegno virtuale\u00a0<a href=\"http:\/\/www.text-e.org\/\">text-e<\/a>, 2002, il primo convegno interamente virtuale dedicato all&#8217;impatto di Internet sul testo scritto, la lettura e la diffusione della conoscenza. Il convegno si \u00e8 svolto dal 15 ottobre 2001 a fine marzo 2002. Su text-e troverete le dieci conferenze invitate e i dibattiti archiviati che hanno seguito ogni conferenza.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Il futuro della scrittura<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Dan Sperber<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Traduzione di Gloria Origgi<\/strong><\/p>\n<p>Se leggete questo testo \u00e8 probabile che vi serviate con la stessa facilit\u00e0 della parola e dello scritto. Vivete, come me, in un ambiente dove il linguaggio \u00e8 onnipresente nella forma di stimoli acustici o visivi. Ogni giorno trattiamo sicuramente pi\u00f9 testo scritto che parole. Diamo lo stesso valore alla nostra capacit\u00e0 di leggere e scrivere che alle nostre capacit\u00e0 motrici e percettive pi\u00f9 fondamentali. Consideriamo la scrittura come un tratto essenziale della realizzazione di s\u00e9 stessi. Dimentichiamo facilmente che la scrittura \u00e8 un&#8217;invenzione recente nella storia di Homo Sapiens, che l&#8217;alfabetizzazione per tutti \u00e8 diventata un obbiettivo solo da poche generazioni, un obbiettivo ancora lontano dall&#8217;essere interamente realizzato. Anche quando ci ricordiamo del fatto che la scrittura \u00e8 recente e che l&#8217;alfabetizzazione si \u00e8 diffusa solo nell&#8217;ultimo secolo, non dubitiamo che sia qui per restare. Ma \u00e8 davvero cos\u00ec?<\/p>\n<p>La tesi controversa che voglio difendere \u00e8 che con la rivoluzione delle tecnologie dell&#8217;informazione e della comunicazione, la scrittura potr\u00e0 presto non essere altro che una reliquia del passato, mentre la lettura rester\u00e0. Il mio scopo non \u00e8 per\u00f2 di profetizzare, ma di prendere a prestito gli strumenti delle scienze cognitive e sociali per riflettere meglio sul futuro.<\/p>\n<p>Per quanto possa sembrare radicale la tesi che difendo, faccio osservare che una tesi ancora pi\u00f9 estrema ha i suoi difensori. Secondo questa tesi, la scrittura e la lettura saranno presto cose del passato, una coppia ingombrante di protesi comportamentali che, retrospettivamente, sembreranno una parentesi nella storia dell&#8217;umanit\u00e0. E&#8217; quello che sostiene ad esempio William Crossman che scrive: &#8220;I computer parlanti, dandoci l&#8217;accesso alle informazioni registrate tramite la parola e l&#8217;udito, ci permetteranno infine di sostituire tutta la lingua scritta con la lingua parlata. Saremo capaci di registrare e recuperare l&#8217;informazione semplicemende parlando, ascoltando e guardando dei grafici, ma non dei testi. Con questo passo da giganti in avanti, siamo sul punto di ricreare una cultura orale su basi tecnologiche pi\u00f9 efficaci e pi\u00f9 affidabili&#8221; (&#8220;The Coming Age of Talking Computers&#8221;, The Futurist, dic. 1999). Sosterr\u00f2 invece che esista un&#8217;asimmetria pertinente tra la scrittura e la lettura che dovrebbe assicurare la sopravvivenza di quest&#8217;ultima.<\/p>\n<p>Il passato e il presente<\/p>\n<p>Prima di scrutare l&#8217;avvenire, uno sguardo sul passato e il presente. Nella maggior parte delle societ\u00e0 umane mai esistite, i bambini sono diventati adulti competenti senza l&#8217;aiuto di nessuna educazione formale. Hanno acquisito una lingua, la conoscenza del loro ambiente naturale e sociale, delle tecniche, un modo di vivere, racconti, canti, e altre competenze culturali senza scuola n\u00e9 insegnamento organizzato. Sono certamente stati aiutati dagli adulti e dagli altri bambini, che hanno dato loro consigli e hanno corretto i loro errori, ma questo genere di assistenza pedagogica \u00e8 molto diverso dall&#8217;educazione istituzionale. L&#8217;educazione istituzionale serve tipicamente a trasmettere saperi e competenze che non sono praticamente mai acquisiti attraverso un processo spontaneo e che dunque, se non li si insegnasse sistematicamente, non emergerebbero mai e non si stabilizzerebbero come ingredienti della cultura.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un contrasto che salta agli occhi tra l&#8217;acquisizione del linguaggio e quella della scrittura. In condizioni ordinarie, il linguaggio \u00e8 acquisito spontaneamente dal bambino piccolo. Il sostegno pedagogico degli adulti (che \u00e8 quasi interamente assente in certe societ\u00e0) gioca al massimo un ruolo marginale. L&#8217;acquisizione della scrittura e della lettura consiste invece in un processo lungo e intensivo di esercizio deliberato e interazione con un maestro. Dipende dal fatto che i sistemi di scrittura sono pi\u00f9 complessi delle lingue parlate? In realt\u00e0 \u00e8 il contrario. Una lingua come l&#8217;inglese, l&#8217;amarico o il cinese \u00e8 un oggetto ben pi\u00f9 complesso di un sistema di scrittura alfabetica, sillabica o logografica. In effetti, i linguisti non sono ancora riusciti a produrre una grammatica completamente esplicita di nessuna lingua umana, mentre i sistemi di scrittura comportano regole interamente esplicite. Questa notevole differenza tra l&#8217;acquisizione del linguaggio da una parte e della scrittura dall&#8217;altra dipende da disposizioni psicologiche: gli esseri umani sono predisposti a acquisire spontaneamente la lingua della loro comunit\u00e0, mentre non hanno alcuna predisposizione ad acquisire la scrittura. Sono i sistemi di scrittura che hanno dovuto adattarsi piuttosto alle disposizioni percettive e motrici emerse ben prima dell&#8217;invenzione della scrittura. Come \u00e8 possibile che, in queste condizioni, i sistemi di scrittura siano apparsi e si siano mantenuti e diffusi?<\/p>\n<p>La scrittura non \u00e8 stata immediatamente una componente della cultura cos\u00ec come lo \u00e8 nella societ\u00e0 moderna. E&#8217; stata prima una competenza specializzata praticata da scribi professionisti al servizio dello stato. Questo tipo di competenze specializzate emergono quando la domanda per i prodotti di questa competenza \u00e8 sufficientemente forte e provoca la costituzione di un gruppo di specialisti (o perch\u00e9 sono motivati economicamente o perch\u00e9 sono costretti dagli utilizzatori finali dei loro prodotti). Le difficolt\u00e0 cognitive che l&#8217;acquisizione di queste competenze comporta vengono sormontate all&#8217;interno del gruppo di specialisti grazie a un investimento importante nella formazione e nell&#8217;apprendistato. L&#8217;insegnamento della competenza diviene tipicamente materia di una competenza didattica di secondo ordine.<\/p>\n<p>L&#8217;accumulazione e la diversificazione dei testi scritti resi possibili dallo sviluppo della scrittura e le trasformazioni economiche e politiche associate hanno reso i costi dell&#8217;acquisizione della scrittura e della lettura inferiori ai beneifici di questa acquisizione per una proporzione crescente della popolazione. Nelle societ\u00e0 moderne, i beneifici sono pi\u00f9 grandi dei costi per la maggioranza e l&#8217;analfabetismo \u00e8 diventato qualcosa di cui vergognarsi, che ha quindi un costo in s\u00e9 stesso.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un altro fattore importante che contribuisce a spiegare la generalizzazione della scrittura e della lettura. Una volta acquisita davvero la competenza, scrivere diventa una specie di automatismo: si pu\u00f2 scrivere senza prestare nessuna attenzione cosciente ai movimenti della mano (e questo vale anche per la dattilografia). Allo stesso modo, per il vero lettore, la lettura \u00e8 un tipo di\u00a0 riconoscimento visivo automatico di forme tra gli altri. Le prime forme di scrittura, come la scrittura cuneiforme dei Sumeri con i suoi materiali e i suoi strumenti ingombranti, non permettevano lo stesso genere di automatismo.<\/p>\n<p>Due fattori spiegano cos\u00ec il successo della scrittura: il fatto che i benefici sono diventati, per un numero crescente di persone, maggiori dei costi e il fatto che, una volta pagati i costi iniziali d&#8217;acquisizione della competenza, i costi di utilizzo della competenza acquisita sono comparabilmente trascurabili. Questi due fattori sono legati tra loro. Se la distribuzione dei costi e dei benefici fosse ripartita in modo pi\u00f9 omogeneo nel corso della vita, o, in altre parole, se i costi marginali della scrittura e della lettura non sprofondassero una volta acquisite le competenze, si leggerebbe e si scriverebbe molto meno (tale era d&#8217;altronde la situazione quando si scriveva sulla pietra o sulla terracotta). Con un uso meno frequente della lettura e della scrittura, ci sarebbero meno testi scritti da leggere e meno persone disposte a leggerli. I benefici della scrittura e della lettura ne verrebbero diminuiti in proporzione, e potrebbero non giustificarne pi\u00f9 i costi, tranne che per un piccolo gruppo di scribi professionisti. Quello che succede invece \u00e8 che, una volta apprese, la scrittura e la lettura sono generalmente vantaggiose. Maggiore \u00e8 il numero delle persone che leggono e scrivono, maggiore \u00e8 il vantaggio di saperlo fare e maggiore \u00e8 la motivazione di trasmettere questa competenza ai propri figli. In queste condizioni, com&#8217;\u00e8 possibile che il futuro della scrittura e della lettura possa essere incerto? E&#8217; possibile perch\u00e9, in una parola, scrivere non \u00e8 il solo modo di produrre testi scritti.<\/p>\n<p>Poco tempo fa ancora, molta gente ricca o potente preferiva dettare al segretario piuttosto che scrivere da sola. Certe opere letterarie o storiche come il Paradiso Perduto di Milton, o il Memoriale di Sant&#8217;Elena di Las Cases e Napoleone sono state dettate. Pu\u00f2 essere vantaggioso dettare per ragioni di velocit\u00e0, o pu\u00f2 essere una necessit\u00e0, come nel caso del vecchio Milton che aveva perso la vista. La ragione principale di questa preferenza, mi sembra, \u00e8 il fatto che abbiamo un controllo ben minore del testo dettandolo che scrivendolo. In ogni caso, il dettato tradizionale era una forma di divisione del lavoro scritturale e non un modo di rendere la scrittura obsoleta. Oggi invece, le nuove tecnologie dell&#8217;informazione stanno permettendo una nuova forma di dettato che non soffre degli stessi difetti della vecchia, e tale per cui la divisione del lavoro non verr\u00e0 pi\u00f9 fatta tra impiegati e datori di lavoro, ma tra esseri umani e macchine.<\/p>\n<p>I programmi di riconoscimento vocale che permettono la conversione della parola in testo si sono rapidamente migliorati nel corso degli ultimi anni e permettono di parlare in modo continuo e naturale al ritmo della conversazione e di vedere ci\u00f2 che si dice sullo schermo. Attualmente, il tasso di errori \u00e8 ancora troppo alto, i programmi devo essi stessi essere &#8220;educati&#8221;, e molti degli utilizzatori che non hanno un bisogno pressante di questo genere di programmi si scoraggiano. Mi sembra evidente per\u00f2 che questi difetti saranno superati e che, tra qualche anno, sar\u00e0 possibile parlare normalmente e che la macchina trascriva con pochi errori e distinguendo, nel flusso di parole, le istruzioni che devono essere eseguite (per esempio: &#8220;Sottolinea!&#8221;) dal testo propriamente detto che deve essere trascritto. Diventer\u00e0 pi\u00f9 facile dettare a una macchina di quanto non lo sia mai stato dettare a un segretario. In modo pi\u00f9 generale, sar\u00e0 pi\u00f9 facile dare ordini a un computer (e a diversi generi di apparecchi domestici, di veicoli e di altre macchine) parlando loro invece di manipolare una tastiera, un mouse o altri gadgets. Le macchine saranno capaci di rendere l&#8217;informazione oralmente invece che sullo schermo. Grazie ai progressi della tecnologia della conversione del testo in parole, le macchine daranno capaci di leggere ad alta voce i testi scritti con un&#8217;intonazione naturale. Le interazioni orali in lingua naturale saranno la regola invece dell&#8217;eccezione.<\/p>\n<p>Bench\u00e9 imperfette, le tecnologie di conversione della parola in testo trasformano gi\u00e0 la vita delle persone che, soffrendo di un handicap visivo, uditivo o motore, o di dislessia, non possono leggere e scrivere normalmente. Se i milioni di analfabeti nel mondo non approfittano di queste stesse tecnologie \u00e8 a causa della povert\u00e0, che spiega anche il loro analfabetismo.<\/p>\n<p>Tra poco tempo, i costi e i benefici della scrittura e della lettura saranno paragonati non solo con quelli dell&#8217;analfabetismo ma anche con gli altri modi di creazione e di consultazione dei testi resi possibili dalle nuove tecnologie. In che cosa tutto questo cambier\u00e0 il futuro della lettura e della scrittura?<\/p>\n<p>Scelte individuali<\/p>\n<p>Mentre la parola \u00e8 un evento che si svolge nel tempo, un testo scritto \u00e8 un oggetto pi\u00f9 o meno durevole nello spazio (pi\u00f9 durevole quando \u00e8 scolpito nella pietra, meno quando \u00e8 scritto con il gesso sulla lavagna). A causa di questa differenza nei loro modi di esistenza temporale e spaziale, la parola e lo scritto hanno usi differenti. Lo sviluppo della scrittura non ha portato con s\u00e9 un declino della parola: non conosco alcun dato che mostri che la parola \u00e8 meno utilizzata nelle societ\u00e0 con la scrittura rispetto alle societ\u00e0 senza scrittura. Sembra piuttosto il contrario. Lo sviluppo della scrittura ha provocato l&#8217;emergenza di nuovi usi del linguaggio, di reti sociali pi\u00f9 larghe e pi\u00f9 dense, e dunque di nuove occasioni dove servirsi della parola e una maggiore sofisticazione nell&#8217;arte del parlare.<\/p>\n<p>Cosa succeder\u00e0 ora se la conversione della parola in testo e del testo in parola diventeranno degli strumenti ordinari di comunicazione? Queste tecniche porteranno con s\u00e9, come \u00e8 successo nel caso della scrittura, l&#8217;emergenza di usi linguistici che si aggiungeranno a quelli che gi\u00e0 esistono, o sostituiranno lo strumento della scrittura e, in questo caso, con quali effetti? E&#8217; importante qui\u00a0 distinguere bene l&#8217;attivit\u00e0 della scrittura (a mano o alla tastiera), il testo stesso scritto e l&#8217;attivit\u00e0 di lettura. Se la conversione della parola in testo dovesse essere utilizzata sistematicamente e la conversione del testo in parola in maniera soltanto occasionale (cosa che sembra costiuire uno scenario plausibile) sarebbe la fine, o in tutti i casi la marginalizzazione dell&#8217;attivit\u00e0 di scrittura, ma n\u00e9 del testo scritto n\u00e9 dell&#8217;attivit\u00e0 di lettura. Se la conversione del testo in parola dovesse essere utilizzata sistematicamente e la conversione della parola al testo solo occasionalmente (cosa che \u00e8 molto meno plausibile) sarebbe la fine, o almeno la marginalizzazione, dell&#8217;attivit\u00e0 di lettura, ma n\u00e9 di quella di scrittura, n\u00e9 del testo scritto. Se (come predice Crossman) le due forme di conversione dovessero essere utilizzate sistematicamente, sarebbe la fine dell&#8217;attivit\u00e0 di scrittura, dell&#8217;attivit\u00e0 di lettura e dunque del testo scritto. Le macchine si servirebbero di un linguaggio macchina per codificare l&#8217;informazione necessaria alla conversione dalla parola al testo e vice-versa; queste codifiche non somiglierebbero per nulla ai nostri testi scritti e, in ogni caso, non sarebbero mai viste n\u00e9 lette da nessuno.<\/p>\n<p>Le nostre societ\u00e0 finiranno per sostituire la scrittura e la lettura con le tecnologie di conversione? In ogni caso questo non sar\u00e0 il risultato di una decisione collettiva fondata su una visione delle coseguenze di una scelta simile per la societ\u00e0, ma dell&#8217;accumulo di decisioni individuali. Qual \u00e8 la probabilit\u00e0, dunque, che gli individui adottino queste nuove tecnologie?<\/p>\n<p>La conversione della parola in testo<\/p>\n<p>In quale misura potremo raggiungere attraverso la conversione della parola in testo i vari obbiettivi che possiamo raggiungere scriverndo? A prima vista e in generale, ci\u00f2 che pu\u00f2 essere realizzato attraverso un testo scritto non dipende affatto dal modo in cui \u00e8 stato inizialmente prodotto: scritto a mano, dattilografato, dettato a un&#8217;altra persona o trascritto da una macchina. Le rare eccezioni, per esempio i testamenti olografi, o le lettere d&#8217;amore profumate, costituiranno un ostacolo alla generalizzazione della conversione della parola in testo scritto non pi\u00f9 di quanto lo hanno costituito alla generalizzazione della scrittura su tastiera.<\/p>\n<p>Per un individuo, scegliere di produrre un testo attraverso la conversione della parola in testo invece che attraverso una forma qualunque di scrittura non costituir\u00e0 una decisione capitale e dipender\u00e0 da considerazioni pratiche ed estetiche. La conversione della parola in testo ha un vantaggio pratico evidente e maggiore rispetto alla scrittura manuale o alla dattilografia: una rapidit\u00e0 moltiplicata. Essa ha uno svantaggio pratico evidente: la parola \u00e8 rumorosa e dunque non potr\u00e0 essere utilizzata agevolmente come metodo di composizione del testo nella maggior parte degli ambienti attuali di lavoro, di studio o domestici. Nondimeno, se la parola si rivelasse un mezzo ben pi\u00f9 efficace di produrre testo scritto, gli spazi di lavoro potrebbero essere riorganizzati (o forse il rumore potrebbe essere controllato selettivamente attraverso altre nuove tecnologie).<\/p>\n<p>L&#8217;argomento principale che viene in mente in favore del mantenimento dell&#8217;attivit\u00e0 di scrittura \u00e8 pi\u00f9 intellettuale che pratico. La scrittura permette di esprimere i propri pensieri in modo pi\u00f9 ricco, pi\u00f9 sottile e meglio controllato della parola. Scrivendo si pu\u00f2 correggere, riscrivere e, alla fine, produrre un testo senza le esitazioni e le riprese della parola. E&#8217; lo sfruttamento di queste possibilit\u00e0 che fanno la ricchezza stilistica e la specificit\u00e0 dello scritto. Va osservato per\u00f2 che queste possibilit\u00e0 non riguardano il fatto stesso di scrivere, ma il fatto che chi scrive pu\u00f2 leggere quello che scrive scrivendolo. Immaginate che scrivendo non possiate vedere la parola sotto la penna, che, una volta scritta, diventa invisibile e non cancellabile. In questo caso, tutti i vantaggi stilistici della scrittura sulla parola sarebbero perduti, (e peggio: dato che la scrittura \u00e8 pi\u00f9 lenta della parola, la quantit\u00e0 di testo che potreste conservare nella memoria a corto termine sarebbe minore, cosa che favorizzerebbe frasi pi\u00f9 corte e pi\u00f9 semplici nella scrittura che nella parola). Immaginate vice-versa che quello che dettate a una macchina sia immediatamente leggibile sullo schermo e possa inoltre essere facilmente corretto attraverso istruzioni orali (forse anche manuali). Questa interazione essenzialmente orale con la macchina offrirebbe delle possibilit\u00e0 di elaborazione stilistica identiche a quelle della scrittura. Il potenziale creativo della scrittura non proviene dalle mani, ma dall&#8217;occhio. In altri termini, ci\u00f2 che d\u00e0 un valore unico al processo di scrittura \u00e8 la lettura simultanea di ci\u00f2 che si scrive.<\/p>\n<p>Esiste un&#8217;importante ragione estetica per preferire la conversione della parola al testo alla scrittura. Anche abituati come siamo a spostare la penna sulla carta o a battere i tasti, la parola \u00e8 molto pi\u00f9 naturale. All&#8217;inizio, proveremo un certo disagio a dettare a una macchina, ma una volta superato il disagio sar\u00e0 forse un sollievo straordinario essersi sbarazzati dell&#8217;artificialit\u00e0, della tensione muscolare, e dell&#8217;agitazione della scrittura e ascoltare il suono della propria voce esprimendosi attraverso il linguaggio. Quando sar\u00e0 possibile lasciare da parte la scrittura, saremo in molti a realizzare a che punto essa sia sempre stata scomoda.<\/p>\n<p>Se la tecnologia della conversione della parola in testo si rivela efficace e piacevole, le persone finiranno per smettere totalmente di scrivere senza averlo mai deciso e senza nemmeno rendersene conto (cos\u00ec come molti di noi hanno smesso di scrivere a mano). L&#8217;effetto cumulativo di una tale scelta individuale a livello culturale \u00e8 difficle da prevedere, ma sar\u00e0 certamente considerevole.<\/p>\n<p>La conversione del testo in parola<\/p>\n<p>La conversione del testo in parola \u00e8 un modo di farsi leggere un testo a voce alta invece di leggerlo da soli. Cos\u00ec come molte persone ricche o potenti si sono servite di segretari per dettare invece di scrivere, le stesse persone potrebbero fare appello a lettori o lettrici pagati. Ci\u00f2 che traiamo da un testo letto da qualcun altro \u00e8 diverso da ci\u00f2 ne se ne trae leggendolo da soli. Il tono della voce del lettore contribuisce al modo in cui si interpreta il testo. In certi casi &#8211; un attore che legge un poema o una madre che legge una storia al suo bambino &#8211; pu\u00f2 essere meraviglioso. Ma, in generale, preferiamo interpretare quello che leggiamo nella nostra propria voce silenziosa. Inoltre non ci abitueremo forse mai al tono di voce di un computer e resteremo giustamente reticenti a subire la sua influenza nella nostra interpretazione del testo.<\/p>\n<p>Mentre ascoltare una poesia o una storia letta a voce alta pu\u00f2 essere una fonte di piacere o addirittura di illuminazione, ci sono altri generi di testi che comprendiamo meglio se li leggiamo da soli. Testi di questo tipo sono scritti per essere letti in silenzio, ed \u00e8 difficile, direi impossibile, seguirli quando bisogna ascoltarli. Chiunque si sia annoiato a morte ascoltando un accademico leggere a voce alta un suo testo sa di cosa parlo. Per comprendere perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec, considerate il ruolo che gioca la memoria a corto termine nella comprensione. Nel processo di ascolto della parola (che si tratti di una conversazione o di una lettura a voce alta) l&#8217;informazione fornita da ogni parola deve essere tenuta nella memoria a corto termine abbastanza a lungo per permettere la decodifica linguistica (anche se una parte di questa informazione pu\u00f2 essere ricostruita a partire dal contesto). Non \u00e8 la stessa cosa con la lettura. Il testo scritto fornisce una memoria a corto termine efficace che pu\u00f2 essere percorsa nei due sensi. E&#8217; ci\u00f2 che permette al lettore di seguire un testo al suo ritmo rispetto a un ascolto che si fa al ritmo del locutore. Il lettore pu\u00f2 prima di tutto percorrere il testo per poi leggerlo attentamente. Pu\u00f2 tornare indietro su un passaggio che retrospettivamente gli \u00e8 parso pertinente. Pu\u00f2 verificare la coerenza del testo. Quando leggete, perdete il supplemento d&#8217;informazione dato dalla voce e dai gesti, ma potete comprendere di pi\u00f9 del testo e pi\u00f9 a fondo. Il fatto che il lettore veda una pagina intera e possa andare dovunque nel testo ha aperto agli autori di testi scritti delle possibilit\u00e0 che i locutori non hanno. Scrivendo, si possono utilizzare frasi pi\u00f9 complesse. Si pu\u00f2 sottolineare l&#8217;organizzazione di un testo con paragrafi, titoli, sottotitoli. Ci si pu\u00f2 allontanare da un&#8217;organizzazione strettamente lineare aggiungendo note e rinvii, o appendici. Si possono produrre nuovi generi di oggetti che sono insieme linguistici e grafici, come le liste strutturate e le tavole. Anche durante i corsi e i seminari, la maggior parte degli insegnanti e dei conferenzieri trovano utile, o addirittura necessario, fornire al loro pubblico del testo scritto e altri oggetti grafici come degli appunti alla lavagna, dei documenti su carta o delle proiezioni su uno schermo. Molte delle forme e delle funzioni dello scritto traggono vantaggio dagli effetti della presentazione visiva sul lavoro della memoria a corto termine. Senza dubbio, alcune funzioni potrebbero essere svolte da macchine parlanti, ma certamente non tutte. Per esempio, potrebbe essere pi\u00f9 facile chiedere a voce alta a una macchina di leggere una corta voce di dizionario, invece di utilizzare l&#8217;ordine alfabetico per ritrovarla da soli. Al contrario, percorrere un testo, o un catalogo resteranno una questione di vista pi\u00f9 che di udito.<\/p>\n<p>Dal punto di vista pratico, l&#8217;ascolto di un testo \u00e8 molto pi\u00f9 lento della lettura. E&#8217; anche pi\u00f9 rumoroso (ma questo si pu\u00f2 correggere facilmente con degli auricolari). Il pi\u00f9 grande ostacolo all&#8217;abbandono della lettura \u00e8 certamente il ruolo che gioca non tanto nella fruizione dei testi quanto nella loro produzione. Come ho gi\u00e0 sottolineato ci\u00f2 che apprezziamo di pi\u00f9, e a giusto titolo, nell&#8217;attivit\u00e0 di scrittura, non sono i movimenti della mano (altrimenti la dattilografia non avrebbe sostituito la scrittura manuale a questo punto), ma il fatto che possiamo leggere a poco a poco ci\u00f2 che scriviamo.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 rende poco plausibile che l&#8217;effetto di decisioni individuali in materia porti alla sostituzione a scala sociale dell&#8217;attivit\u00e0 di lettura con l&#8217;uso di tecniche di conversione del testo.<\/p>\n<p>E la cultura?<\/p>\n<p>Fino a qui ho tentato di sviluppare l&#8217;argomento seguente: praticamente tutti i benefici che associamo alla scrittura e che giustificano che si consacrino tante risorse cognitive e sociali al suo insegnamento sono, in realt\u00e0, benefici tratti dalla lettura. Anche i vantaggi apparenti della scrittura sulla parola in materia di espressione dipendono dal fatto che scrivendo si legge quello che si scrive. La scrittura \u00e8 essenzialmente un costo pagato per poter approfittare della lettura. Era ed \u00e8 ancora un costo inevitabile, ma non per molto tempo. Appena la tecnologia permetter\u00e0 di vedere la propria voce trascritta correttamente a poco a poco che si produce e di modificare il testo trascritto con istruzioni orali (e senza dubbio con gesti di indicazione e di selezione del testo), la scrittura non presenter\u00e0 pi\u00f9 alcun vantaggio che ne giustifichi il costo. Invece, farsi leggere un testo a voce alta \u00e8 raramente preferibile alla lettura personale.<\/p>\n<p>Molto presto, l&#8217;effetto cumulativo di decisioni individuali di utilizzare le nuove tecnologie porter\u00e0 con s\u00e9, a scala sociale, la quasi-scomparsa della scrittura mentre la lettura continuer\u00e0. Le decisioni di cui parlo saranno prima quelle di individui che avranno gi\u00e0 pagato il costo principale implicato dalla scrittura e dalla lettura, ossia non quello della loro fruizione ma quello del loro apprendimento. Anche avendo pagato questo costo, diventer\u00e0 preferibile passare alla produzione orale di testi scritti, cos\u00ec come l&#8217;aver appreso a scrivere a mano non impedisce la maggior parte di noi di non scrivere pi\u00f9 ormai che quasi esclusivamente con la tastiera.<\/p>\n<p>Una volta che la scrittura non sar\u00e0 pi\u00f9 praticata (se non dagli amatori di calligrafia), che ne sar\u00e0 del suo insegnamento?<\/p>\n<p>Quale che sia la lingua e il sistema di scrittura, l&#8217;insegnamento della scrittura comporta sempre un costo supplementare rispetto all&#8217;insegnamento della lettura. La lettura pu\u00f2 in effetti essere insegnata da sola, mentre l&#8217;insegnamento della scrittura comporta quello della lettura. Dato che l&#8217;insegnamento della lettura e della scrittura sono strettamente legati, non abbiamo confronti controllati che permettono di valutare il costo supplementare legato all&#8217;insegnamento della scrittura propriamente detta. Inoltre, anche un confronto controllato non permetterebbe veramente di valutare l&#8217;economia di sforzo che un insegnamento della sola lettura permetterebbe, perch\u00e9 tutte le pedagogie passate e attuali (ad eccezione di quelle che riguardano allievi con handicap specifici) propongono un insegnamento congiunto delle due pratiche. Se si dovesse insegnare soltanto la lettura, bisognerebbe ripensare la pedagogia e in particolare il ruolo che il computer potrebbe giocarvi. Non \u00e8 inconcepibile che la lettura sola possa, appoggiandosi sulle nuove tecnologie, essere insegnata in modo molto pi\u00f9 facile e intuitivo rispetto alla coppia lettura\/scrittura.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 significa che una volta che la scrittura sar\u00e0 sostituita dalla trascrizione, si cesser\u00e0 di insegnarla per non insegnare altro che la lettura, e che le risorse cos\u00ec liberate (il tempo dei bambini, dei maestri, dei genitori) potranno essere utilizzate altrimenti? No di certo. Una transizione culturale di quest&#8217;ampiezza costituisce un processo complesso e si scontra con diversi fattori di inerzia.<\/p>\n<p>Nei paesi sviluppati, coloro che potranno averere il pi\u00f9 grande interesse all&#8217;abbandono della scrittura, ossia i bambini, non sono in grado di giudicare e non hanno in ogni caso voce in capitolo. Le prime generazioni di adulti che passerano al dettato dopo anni di scrittura avranno gi\u00e0 pagato il prezzo dell&#8217;apprendistato. Il prezzo pagato, la familiarit\u00e0 con la pratica, la mancata distinzione tra insegnamento della scrittura e della lettura, il disprezzo o la compassione per gli analfabeti, tutto concorrer\u00e0 a fare di questi adulti dei difensori ardenti dell&#8217;insegnamento della scrittura. Gli insegnanti formati a insegnare la scrittura e l&#8217;ortografia e che spesso lo fanno con una devozione e una pazienza straordinarie, non saranno mai disposti ad ammettere che tutto ci\u00f2 fa parte di un sapere obsoleto. Si possono immaginare facilmente le arringhe e le diatribe appassionate dei difensori della scrittura, che, anche se essi stessi non ne faranno pi\u00f9 uso, avranno il sentimento di proteggere la cultura stessa contro, peggio degli analfabeti, i sostenitori dell&#8217;analfabetismo. Questo scenario, dove la scrittura resta tra noi come attivit\u00e0 scolastica obbligatoria, non \u00e8 il solo plausibile. Non tiene conto dei diversi fattori che potrebbero fare evolvere le cose diversamente. L&#8217;insegnamento in generale dovr\u00e0 cambiare radicalmente sotto l&#8217;effetto delle nuove tecnologie. Si pu\u00f2 immaginare che l&#8217;apprendimento della lettura si faccia pi\u00f9 presto e pi\u00f9 spontaneamente grazie all&#8217;interazione con le macchine e che dunque l&#8217;insegnamento della lettura e quello della scrittura si trovino di fatto dissociati. Si pu\u00f2 immaginare che la scrittura non giochi un ruolo significativo che nei corsi di scrittura e che sia sempre meno utilizzata nell&#8217;insegnamento di altre materie. In queste condizioni, l&#8217;insegnamento della scrittura perder\u00e0 pi\u00f9 rapidamente molta della sua importanza. Le nuove generazioni di adulti potranno allora essere tentati di attribuire meno risorse a questo insegnamento e renderlo facoltativo.<\/p>\n<p>Anche questo scenario modificato non tiene conto della diversit\u00e0 delle situazioni nel mondo. In un grande numero di paesi, il grosso delle risorse dell&#8217;insegnamento \u00e8 dedicato alla scrittura e alla lettura e l&#8217;analfabestismo almeno parziale della popolazione \u00e8 un ostacolo maggiore allo sviluppo economico. In quei paesi, l&#8217;impiego di tecniche di conversione della parole in testo e anche del testo in parola, se il loro costo si abbassa a sufficienza, pu\u00f2 rivelarsi un mezzo eccezionale di accelerare simultaneamente la promozione sociale degli individui e lo sviluppo economico collettivo. In questi stessi paesi, lo sviluppo dell&#8217;educazione dovr\u00e0 allora essere ripensato su un&#8217;altra base, e mentre oggi \u00e8 centrato sulla scrittura potr\u00e0 marginalizzarne il ruolo nel futuro.<\/p>\n<p>Anche se risultasse dall&#8217;accumulo di decisioni individuali, ognuna delle quali modesta e ragionevole, la marginalizzazione della scrittura e del suo insegnamento avrebbe degli effetti culturali senza dubbio considerevoli e difficilmente prevedibili. E&#8217; troppo facile parlare di ritorno all&#8217;oralit\u00e0. Gli effetti pi\u00f9 profondi che ha avuto la scrittura sulle civilt\u00e0 umane hanno a che fare con il fatto che essa ha permesso loro di diventare veramente cumulative invece di evolvere sempre all&#8217;interno dei limiti della memoria a lungo termine degli umani. Non solo questi effetti sono sono compromessi, ma le nuove tecnologie dell&#8217;informazione permettono nuove forme di accumulo culturale cos\u00ec come nuove forme di sfruttamento dell&#8217;informazione accumulata.<\/p>\n<p>Nondimeno, la generalizzazione della produzione orale du testi scritti avr\u00e0 senza dubbio effetti significativi sui testi stessi. E&#8217; possibile che questi effetti siano pi\u00f9 sottili che drammatici, e confrontabili per questo agli effetti della sostituzione progressiva della scrittura manuale con la dattilografia, o della macchina da scrivere con i sistemi di word processing. Questo cambiamento ha favorito l&#8217;emergenza o lo sviluppo di nuovi stili e di nuovi generi in un modo che non \u00e8 ancora studiato sistematicamente. E&#8217; possibile anche che la composizione di testi scritti per mezzo della voce abbia degli effetti pi\u00f9 profondi. Le diverse forme di scrittura hanno generato una certa divergenza (variabile a seconda delle lingue) tra i dialetti orali e i dialetti scritti. Un ritorno all&#8217;organo naturale dell&#8217;espressione linguistica metter\u00e0 fine a questa divergenza o provocher\u00e0 la creazione di nuovi dialetti?<\/p>\n<p>I simboli stessi dei differenti sistemi di scrittura risultano da un compromesso tra i bisogni della mano e quelli dell&#8217;occhio. La stampa e ora il computer hanno permesso l&#8217;emergenza di nuovi caratteri scritti manualmente. Questo vincolo potrebbe scomparire, portando con s\u00e9 una nuova evoluzione dei sistemi stessi di scrittura guidata solo da considerazioni di ergonomia e di estetica visiva.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 immaginare di tutto, ma \u00e8 difficile speculare in modo informato e ragionato su queste questioni. Difficile ma non impossibile, spero.<\/p>\n<p>Traduzione di Gloria Origgi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[19,5,7,8,6],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.dan.sperber.fr\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/79"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.dan.sperber.fr\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.dan.sperber.fr\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dan.sperber.fr\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dan.sperber.fr\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=79"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.dan.sperber.fr\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/79\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1540,"href":"https:\/\/www.dan.sperber.fr\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/79\/revisions\/1540"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.dan.sperber.fr\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=79"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dan.sperber.fr\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=79"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dan.sperber.fr\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=79"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}